Coronavirus cosa c’è da sapere?

Informazioni utili ed aggiornate sull'epidemia.
L'infezione da corona virus è ormai una realtà su scala planetaria come ha affermato l'Organizzazione Mondiale per la Sanità. Anche in Italia sono ormai presenti alcuni casi di contagio. Essere correttamente informati è un ulteriore strumento per prevenire l'infezione.

 

 

 

Cos’è il temuto coronavirus?

I coronavirus sono una famiglia di virus così chiamati perché mostrano sulla loro superficie delle strutture a forma di corona. Possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore a sindromi respiratorie già conosciute e molto più gravi come la Mers (sindrome respiratoria mediorientale) e la Sars (sindrome respiratoria acuta grave). La nuova epidemia esplosa a Wuhan, una città cinese di 11 milioni di abitanti nella provincia dello Hubei, è causata da un coronavirus nuovo, mai classificato e chiamato 2019-nCoV.

Quali sintomi causa il nuovo patogeno?

Problemi respiratori anche severi, febbre e tosse. I sintomi compaiono tra i due giorni e le due settimane dopo che la persona è stata contagiata dal virus. Una recente ricerca, pubblicata sulla rivista “The Lancet”, ha riportato i dati di 99 pazienti ricoverati all’ospedale Jinyintan di Wuhan nel mese di gennaio.

Questa ricerca ha evidenziato in dettaglio tutti i sintomi che possono manifestarsi contestualmente o in momenti diversi e non tutti necessariamente, ecco quali sono:

dolori muscolari, confusione mentale e mal di testa, sintomi da comune raffreddore, sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) e stress respiratorio ingravescente fino ad esito fatale. Nell’insieme la malattia sembra colpire in misura maggiore i maschi anziani con comorbilità presente (altre malattie).

Come viene diagnosticato il virus?

Le autorità sanitarie cinesi hanno ricreato il virus in laboratorio, sequenziato il genoma e condiviso la sequenza con la comunità scientifica internazionale. Il virus è stato ricreato recentemente anche dai ricercatori italiani dell’Ospedale Spallanzani che lo hanno messo a disposizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Gli scienziati hanno messo a punto un test diagnostico che rileva il virus attraverso un tampone di facile esecuzione.

Quali sono le terapie per il corona virus?

Non ci sono antivirali specifici per l’infezione, solo trattamenti sintomatici o antivirali di solito usati per altre infezioni. A livello mondiale si stanno testando molti farmaci, ma ancora nessuno ha dato risultati apprezzabili.

Attualmente non esiste un vaccino. Tutta la comunità sanitaria internazionale è al lavoro per realizzare un vaccino contro il 2019-nCoV entro i prossimi mesi.

Come si contagia il virus?

Il coronavirus si trasmette attraverso tosse e starnuti, cioè attraverso il sottile nebulizzato di saliva e muco che si produce quando si è raffreddati. Non è stato escluso il contagio da persone infettate senza sintomi o durante il periodo d’incubazione.

Quanto è contagioso il virus?

Si sta ancora perfezionando l’analisi epidemiologica della propagazione dell’infezione. I calcoli preliminari sul numero medio di contagi che ogni persona infetta può causare indicano che siano da 1,4 a 2,5 per persona infetta. Come paragone si valuti che l’influenza stagionale di solito ha un indice di contagio di circa 1,3.

Qual è l’origine di questo corona virus?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta ancora approfondendo questo aspetto. Molti dei primi casi confermati riguardavano persone che, nel dicembre 2019, erano state in un mercato galleggiante di Wuhan dove si vendono anche animali vivi. Secondo un biologo dell’istituto di ricerca Scripps, Kristian Andersen, il primo contagio potrebbe essere avvenuto settimane o mesi prima, e il virus sarebbe arrivato al mercato in un secondo momento. Gli esseri umani sono spesso contagiati dagli animali, tant’è che la maggior parte delle nuove malattie infettive proviene dal mondo animale selvatico. La resistenza e la sopravvivenza evolutiva dei batteri e dei virus dipendono dall’infettare nuovi ospiti che non hanno ancora contratto l’immunità, saltare da una specie animale all’altra è la strategia migliore. I cambiamenti climatici stanno accelerano questo processo perché l’aumento delle temperature è un fattore che agevola la proliferazione dei patogeni.

Dove si è diffuso il virus?

I dati vengono costantemente raccolti dai principali enti sanitari internazionali e nazionali tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO); i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani; l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC); i CDC China; NHC e DXY. Quest’ultimo è un servizio cinese che aggrega i dati dei contagi praticamente in tempo reale.

All’8 febbraio si registrano 735 decessi e 34.945 contagiati.

L’aggiornamento in tempo reale è consultabile online all’indirizzo:

https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

Dei casi confermati, più del 98 per cento si trova in Cina, soprattutto a Wuhan, ma anche a Pechino, Shanghai e Guangdong. Si stima che oltre ai casi registrati ci siano altre decine di migliaia di persone infette. Tra le più di cento persone contagiate nel resto del mondo (in oltre venti paesi, tra cui l’Italia), quasi tutte venivano da Wuhan o da altre città cinesi. Casi di trasmissione da persona a persona avvenuti al di fuori della Cina sono stati registrati in Vietnam, Giappone, Germania, Francia, Stati Uniti e Taiwan.

Quanto è letale il corona virus?

Finora 725 morti sono state collegate al virus, il che suggerisce un tasso di mortalità intorno al 2 per cento. In realtà il tasso potrebbe essere inferiore, perché potrebbero esserci molte persone infettate dal virus che non hanno avuto sintomi abbastanza gravi per andare in ospedale e quindi non sono state conteggiate. In confronto, la normale influenza ha un tasso di mortalità dello 0,14 per cento (circa una persona su mille). Il tasso di mortalità della Sars è dell’11 per cento, quello della Mers è del 30 per cento. Ogni anno nel mondo la normale influenza stagionale colpisce milioni di persone. Fra i tre e i cinque milioni hanno complicazioni e tra le 250mila e le 500mila muoiono.

Perché l’Oms ha decretato l’emergenza sanitaria globale?

L’Oms ha proclamato l’epidemia del nuovo coronavirus un’emergenza sanitaria globale (Public health emergency of international concern o Pheic). La preoccupazione è, in particolare, che il coronavirus possa diffondersi in paesi con sistemi sanitari deboli. La dichiarazione ha l’obiettivo di alzare il livello di attenzione e migliorare il coordinamento internazionale.

Come proteggersi?

lavarsi spesso le mani, con acqua e sapone per 20 secondi o con soluzioni alcoliche, sono utili anche i gel battericidi per le mani;
starnutire o tossire in un fazzoletto o nell’incavo del gomito;
evitare di toccarsi gli occhi, il naso o la bocca senza essersi lavati le mani;
evitare contatti ravvicinati con persone malate o che mostrano sintomi di malattie respiratorie;
rimanere a casa se si hanno sintomi;
fare attenzione a quello che si mangia (evitare carne cruda o poco cotta, frutta e verdura non lavate);
pulire e disinfettare oggetti e superfici che potrebbero essere stati contaminati.

Le mascherine servono?

Sì, servono se indossate nel modo corretto.
Devono coprire bene bocca e naso, devono essere aderenti.
Devo cambiarsi spesso.
Non devono portarsi le mani sotto la mascherina per grattarsi il viso o strofinarsi il naso se prima non si sono ben lavate le mani.
Non bisogna togliere la mascherina per parlare al telefono.
È utile anche indossare degli occhiali per prevenire che goccioline di saliva o goccioline nebulizzate possano raggiungere gli occhi se investiti da uno starnuto o da un colpo di tosse di una persona infetta.

Ultimi consigli utili.

In caso di sintomi contratti dopo un viaggio anche nel solo territorio nazionale o se venuti a contatto con viaggiatori non solo stranieri, rivolgersi subito al Medico di Famiglia, a un Pronto Soccorso o al vostro Farmacista.

È utile rafforzare le difese immunitarie con integratori specifici, ricchi di vitamine e minerali.

Ecco alcuni suggerimenti: il be-total ricco fi vitamina B, e il be-total Immuno Reaction per far reagire subito l’organismo in caso di malattie da raffreddamento. Il Massigen difesa pronto recupero inverno, eccellente lo Swisse Linea Sistema Immunitario è una formulazione multi-nutriente, contenente vitamina C, minerali ed echinacea, ed ancora Swisse Energia B+, un super concentrato di vitamine del gruppo B, utili per rinforzare il sistema immunitario.

 È opportuno incrementare la dieta con frutta fresca ricca di vitamina C, fare movimento all’aria aperta perché l’attività fisica migliora le abilità del sistema immunitario.

Ed in ultimo, si tenga ben presente che la comunità cinese italiana non è un elemento di pericolosità, in termini di contagio, diverso dal resto della popolazione.

 

(Molti elementi tratti e rivisti da Internazionale, concentratore di articoli)